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Le stanze segrete

Immagine del redattore: Arianna Fugazza
Arianna Fugazza
20 ago
Tempo di lettura: 2 min

La primavera è quella bellissima stagione in cui finalmente i colori tornano a splendere. Sono i colori della natura incontenibile che libera con sfrontata bellezza tutta la sua energia.

Solo nel mio piccolo giardino posso contare molteplici tonalità di verde. Sono entusiasta tanto che nel mio ultimo ordine di colori ho aggiunto il verde Vescica, colore profondo dal tono caldo perfetto per dare volume alle ombre; il Terra Verde, trasparente ideale per armonizzare le tinte ed infine il verde Phtalo, un vero jolly perché se unito con il giallo limone ecco apparire un verde chiaro quasi fluorescente, col Blu di Prussia invece ottengo l'oscurità di un bosco di abeti.

 

Ma la Natura corre veloce, le tenere gemme di aprile sono ora già diventate rametti pieni di foglie, i boccioli sono già frutti. Io al suo cospetto provo una sensazione di affanno, come se non riuscissi starle al passo.

Quando però inizio a dipingere il tempo allora si distende e perde quella connotazione negativa in cui tutto è misurato ed entro nelle mie stanze segrete.


Le stanze segrete custodiscono l'immaginazione, le passioni, qui trattengo le riflessioni stimolate dall'esterno, spesso dalla lettura di libri e saggi,

Attingo da essi per costruire visioni che si materializzeranno attraverso la pittura.

Da qui la decisione di creare una serie di dipinti intitolata "Le stanze segrete"

con cui svilupperò il tema sul conflitto interiore tra apparenza sociale e identità

 

Gli elementi ricorrenti della serie si identificano in:

ambientazioni dai tratti onirici e simbolici,

personaggi spesso ispirati ai disegni e schizzi di grandi pittori del passato,

sviluppo di un soggetto letterario.

 

 

Il dipinto, o la stanza segreta, che vado a presentare in anteprima per gli amici della newsletter, si intitola " L'ombra ritrovata".

 

La riflessione nasce dalla lettura di "L'uomo senz'ombra. La straordinaria storia di Peter Schlemihl" di Adalbert von Chamisso, dove vengono descritte le tragiche vicende umane del protagonista, Peter, dopo aver accettato un patto col diavolo: la cessione della propria ombra, l'identità, in cambio di ricchezza e riconoscimento sociale.

Tema di estrema attualità.

Nel dipinto ho voluto rappresentare la conflittuale ricerca interiore della propria identità senza condizionamenti sociali. Una ricerca difficile, scomoda, che mette a nudo ogni debolezza.

 

Il dipinto si apre su uno scenario dalle forme decise, pesanti;

 ogni elemento si presenta con forza quasi aggressiva e soffocante.

 

Ci sono montagne scure e rocciose:

una cascata fragorosa che si spezza sulle rocce,

 

un cielo tumultuoso.

Sono tutte parti di una quinta teatrale che non solo rappresenta lo spazio in cui è inserito il personaggio, ma che gioca un ruolo da coprotagonista in quanto suo alter ego.

Il giovane uomo si presenta immobile, decisamente assorto nei pensieri nonostante la seduta scomoda offerta dalle rocce.

Si avverte una tensione emotiva nella posa; la testa inclinata verso il basso, le spalle ricurve che suggeriscono la fatica del farsi carico del peso di ciò che lo circonda,

le gambe cercano l'equilibrio, le braccia un sicuro appoggio. Lo sguardo pensieroso rivela concentrazione.

Il ritrovamento della propria ombra giunge al dissolversi delle viscide adulazioni che avvolgono ancora in parte il corpo del giovane.

 "L'ombra ritrovata" olio su tela, cm 80x100, anno 2026.


Torno nella mie stanze segrete alla ricerca della mia ombra.

 
 

Arianna Fugazza

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