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Storie di merli e altri racconti

  • Immagine del redattore: Arianna Fugazza
    Arianna Fugazza
  • 10 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

La certezza non è caratteristica della mia personalità artistica.

Dubbi e ripensamenti fanno parte del mio processo pittorico. Mi capita infatti di cambiare idea in corso d'opera e stravolgere il dipinto, a volte anche a lavoro terminato se il risultato finale non soddisfa il mio ideale.

Inizio la carrellata dei ripensamenti con questo piccolo dipinto dal titolo "Inverno in campagna", anche per ricordo che oggi, 6 gennaio, mentre scrivo questa newsletter, finalmente la neve ha imbiancato i campi. Ma la storia della nascita di questo quadro testimonia quanto scritto inizialmente.

Un giorno tra scarti di legno negli scaffali del mio studio, ne trovo uno piccolo e un po' irregolare nelle misure ma di buon spessore. Lo pulisco, lo levigo e lo tratto con una mano di fondo gesso. Decido di ritrarre una scena campestre di un tardo pomeriggio estivo dove i raggi del sole ormai basso si riflettono sui binari del treno che in estate non passa mai. Con impegno finisco il dipinto ma mi appare banale. Carino, niente di più. Aspetto che il colore asciughi e poi con soddisfazione lo cancello ricoprendolo tutto di colore nero. Riparto da qui, stimolata dal colore scuro abbozzo il disegno nuovo, anche nel soggetto, direttamente a pennello col bianco che, dove usato in trasparenza, dona al nero di fondo una tonalità blu/grigiastra che mi piace molto.

 


Quando cielo e terra erano uniti

Il dipinto sottostante, realizzato ad aerografo su tela nel 2022, ritrae un volo di uccelli che si alza da una boscaglia da cui si intravede un insieme di case. La sensazione che volevo trasmettere attraverso il volo scomposto, doveva essere di meraviglia della scoperta nella rivelazione improvvisa di ciò che sta oltre.

 

Con questo, insieme ad un altro dipinto, ho partecipato ad un concorso indetto da un'azienda vitivinicola toscana per la realizzazione di un'etichetta da vino e relativa velina che avvolge la bottiglia.

Per la cronaca i miei lavori non vennero selezionati.

Decisi di inserire uno dei due dipinti in un'asta, che si rivelò fortunata poiché il quadro venne aggiudicato ad un collezionista cinese, l'altro, invece, finì tra i miei quadri "abbandonati" nello studio.

Pochi mesi fa, facendo pulizie, lo ritrovo, lo osservo e noto tristemente che l'insieme non mi convince più..

Allora lo capovolgo e quel volo di uccelli improvvisamente diventa molto interessante.

Decido di salvare quella parte attorno alla quale costruire un nuovo dipinto, questa volta con pennelli e colori ad olio.

Mi faccio ispirare dall'andamento circolare del volo degli uccelli, così inquadro la scena come se fosse vista attraverso una lente; cielo e terra sembrano unirsi sotto l'effetto della pioggia che scende e che sale attraverso la danza leggera dei neri uccelli.

Il titolo diventa: Quando cielo e terra erano uniti.


Volo di un merlo

Un merlo è il protagonista del prossimo quadro che ho completamente stravolto..

Gli uccelli sono tra i soggetti che spesso compaiono nei miei quadri. Creature del cielo che scandiscono il tempo e le stagioni con naturale precisione; così misteriosi e affascinanti.

Nella prima versione, realizzata ad olio su tela nel 2024, il merlo vola verso lo spettatore come volesse uscire dalla tela, annunciare un pericolo derivato probabilmente da un incendio del quale si vede solo il fumo bianco salire

Ma quando termino il dipinto, esso non mi soddisfa. Nonostante il merlo in volo e il fumo ascendente, la scena mi appare statica, poco invitante quasi scontata.

Non posso fare finta di niente e abbandonare la tela in qualche angolo, devo intervenire.

Come nel caso precedente anche questa volta salvo il soggetto, il merlo, tutto il resto cambia.

Seguo l'impulsività del gesto mantenendo solo l'intreccio tra il piano verticale e quello orizzontale, La pennellata ora è più sciolta, finalmente libera. Il significato del quadro potrebbe essere lo stesso, ma credo che, togliendo riferimenti certi, la scena acquisti maggior drammaticità.


Un luogo nascosto

Non so spiegare il motivo del perché abbia deciso di disegnare un merlo disteso a terra forse morto o ferito. Anche il fondo realizzato velocemente con una pennellessa sul supporto di legno non trattato col gesso per lasciare in evidenza le increspature del legno è abbastanza insolito. .

Arrivata a questo punto del dipinto, non sapevo se considerarlo terminato; sentivo che era incompleto. Ho iniziato ad aggiungere colori, anche facendoli colare come gocce che libere lasciano la loro traccia. .

Prima con del turchese, poi con del giallo, poi con della terra di Siena bruciata e pennellata dopo pennellata senza quasi accorgermene è apparsa la forma di una riva di un corso d'acqua così ho costruito la scena di un luogo nascosto tra il fitto verde di un bosco dove il merlo viene assorbito dalla vegetazione.

La trasformazione creata attraverso la pittura sembra emulare l'azione incessante della Natura.

 


 
 
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